L’epoca che stiamo vivendo è di autentico pericolo esistenziale: dal collasso climatico alla crisi dell’acqua, dall’intelligenza artificiale incontrollata alla controllo mentale delle masse, dalle disuguaglianze crescenti alla guerra nucleare. Queste criticità stanno portando all’apocalisse della civiltà umana per come la conosciamo oggi.
Sono convinto che la causa di tutto ciò sia essenzialmente il fatto che la cultura di cui facciamo parte ruoti intorno alla ricerca di potere e denaro e che essi siano sempre più destinate a poche persone.
Queste persone sono semplicemente consapevoli del danno che stanno creando, ma lo ignorano? oppure in qualche modo questa apocalisse la stanno provocando intenzionalmente? Senza girarci troppo intorno, mi sto convincendo che le persone più potenti del mondo, non solo si stanno preparando ad una fine del mondo, ma che in qualche modo siano loro stessi, consapevolmente, accelerando freneticamente.
La fine di questo modello di società, non è una fantasia o una paranoia. La nostra economia si basa sulla crescita infinita, ne è dipendente, ma in un mondo dalle risorse finite, inevitabilmente ci si schianterà contro un muro, e chi ne pagherà le conseguenze saranno i più fragili.
Per far fronte a questa crisi imminente, c’è chi si sta organizzando.
Stanno trasformando i “loro” Stati, in ricchi bunker armati in cui, tramite la violenza fisica e il ricatto economico, rivendicano la terra e le risorse (acqua, energia, minerali) togliendole alle comunità locali, agli indigeni e ai “poveri” vicini e lontani.
C’è chi progetta città-stato per pochi eletti, completamente automatizzate e isolate da un mondo che sarà immerso nella desolazione, sprofondato nel caos e totalmente consumato nelle risorse. C’è chi pensa di colonizzare Marte, dando la falsa illusione che la Terra, intesa come Madre natura, sia destinata al collasso.
E’ terrificate, ma apre grandi possibilità. Sto costruendo un luogo per resistere. Avverto, nel profondo, anche io la necessità di impegnarmi nella creazione di una sorta di bunker post-apocalittico, un luogo di resistenza, o di re-esistenza.
Questo progetto, la fattoria, nasce anche da un sentimento di sfiducia nella società consumistica, globalizzata e industrializzata.
E’ un sentimento negativo, ma che genera propositi positivi di crescita e cambiamento. Seguendo la logica di alternativa all’apocalisse, un abbracciare la vita, per evitare la morte.
Lavorare per costruire una realtà in grado di sopravvivere ai tempi difficili che ci attendono, ma senza lasciare indietro nessuno e nel rispetto della natura.
Un impegno, per imparare a rimanere in questa Terra, abbracciati alla nostra Madre. Uscendo dalla logica del profitto, del consumo e dello sfruttamento, cercando serenità, benessere, autonomia.
Cambiare la narrazione: Non la fine dei tempi, ma l’impegno per tempi migliori.
